Età per impianti dentali: quando si possono mettere, dai ragazzi agli anziani

Condividi
età per impianti dentali
Giovani, adulti o anziani? Ecco cosa sapere sull'età per impianti dentali prima di decidere.
Tabella dei Contenuti

Quando si parla di impianti dentali anziani e giovani si fanno spesso le stesse domande: “sono troppo giovane?”, “sono troppo grande?”, “a questa età vale ancora la pena intervenire?”. Sono dubbi comprensibili, perché l’implantologia è un trattamento importante e nessuno vuole affrontarlo nel momento sbagliato. La buona notizia è che l’età per impianti dentali non è un numero fisso scritto su un calendario, ma una valutazione personale che il dentista fa insieme al paziente.

Presso Io Sorrido, clinica odontoiatrica a Borgoricco in provincia di Padova, chi desidera valutare un Impianto dentale a Borgoricco viene seguito dal Dott. Andrea Rosso, che si occupa di implantologia e protesi da 30 anni. In questa guida vedremo qual è l’età per impianti dentali più adatta, perché nei ragazzi bisogna aspettare, cosa succede dopo i 60 o 70 anni e quali condizioni di salute contano più dell’età anagrafica.

età per impianti dentali

Esiste un’età per impianti dentali uguale per tutti?

La risposta breve è no: non esiste un’età per impianti dentali valida per tutti i pazienti. Esiste invece un limite minimo, legato alla crescita delle ossa, e nessun vero limite massimo, purché la salute generale e quella della bocca lo permettano.

Per capire il motivo, bisogna sapere come funziona un impianto. L’impianto è una piccola vite, di solito in titanio, che viene inserita nell’osso della mascella o della mandibola e che sostituisce la radice del dente perso. Nei mesi successivi, l’osso cresce intorno all’impianto e lo stabilizza: questo processo si chiama osteointegrazione. Sopra l’impianto, poi, viene fissata una corona, un ponte o una protesi.

Perché tutto funzioni, servono quindi due condizioni fondamentali:

  • un osso che abbia terminato la crescita, così che l’impianto resti nella posizione corretta nel tempo;
  • un organismo in grado di guarire bene, con osso e gengive sufficientemente sani.

La prima condizione riguarda soprattutto i ragazzi. La seconda riguarda le persone di tutte le età, ma diventa più importante con il passare degli anni, quando possono comparire malattie croniche o farmaci da tenere in considerazione.

Facciamo un esempio. Una persona di 75 anni in buona salute, con osso sufficiente e una buona igiene orale, può essere una candidata migliore di una persona di 45 anni che fuma molto, ha un diabete non controllato e gengive infiammate. Questo dimostra che l’età per impianti dentali va sempre letta insieme allo stato di salute complessivo. Due pazienti con lo stesso numero di anni possono trovarsi in situazioni molto diverse, e viceversa due persone con età lontane possono avere esigenze simili. Per questo parlare di età per impianti dentali ha senso solo all’interno di una valutazione completa.

Per questo, presso Io Sorrido, la decisione non parte mai dall’età scritta sulla carta d’identità, ma da una visita completa, dagli esami necessari e da un colloquio sincero con il paziente. Solo così si può capire se l’impianto è la soluzione più adatta o se è meglio valutare un’alternativa.

Perché nei ragazzi bisogna aspettare la fine della crescita?

Uno dei casi in cui l’età per impianti dentali conta davvero è quello dei ragazzi. Può capitare che un adolescente perda un dente per un trauma, ad esempio una caduta in bicicletta o un colpo durante lo sport, oppure che nasca senza uno o più denti definitivi. In queste situazioni i genitori si chiedono subito se sia possibile mettere un impianto.

Il punto chiave è la crescita delle ossa del viso. Durante l’infanzia e l’adolescenza, mascella e mandibola continuano a svilupparsi, e i denti naturali si muovono insieme all’osso che li sostiene. Un impianto, invece, una volta integrato si comporta come un elemento fisso: non segue la crescita.

Cosa succede, allora, se l’impianto viene inserito troppo presto? Con il passare degli anni l’osso intorno continua a crescere e i denti vicini si spostano, mentre l’impianto resta fermo. Il risultato può essere un dente che appare più corto o più “rientrato” rispetto agli altri, con problemi estetici e di masticazione difficili da correggere in seguito.

In generale, l’età per impianti dentali nei giovani coincide con la fine dello sviluppo scheletrico, che di solito arriva verso la fine dell’adolescenza o nei primi anni dell’età adulta. Questo momento, però, varia da persona a persona e tende a essere diverso tra ragazze e ragazzi. Non basta quindi guardare l’età anagrafica: serve una valutazione clinica, perché l’età per impianti dentali nei ragazzi dipende dallo sviluppo reale delle ossa.

Per capire se la crescita è terminata, il dentista può basarsi su:

  • la visita e la storia di crescita del ragazzo;
  • esami radiografici, come la panoramica o la teleradiografia latero-laterale;
  • il confronto nel tempo, con controlli periodici.

Presso Io Sorrido, il percorso nei più giovani coinvolge anche le ortodontiste e i colleghi che si occupano di odontoiatria pediatrica. Lavorare in squadra permette di proteggere lo spazio del dente mancante e di programmare l’impianto nel momento giusto, senza fretta e senza rinunciare alla funzione e all’estetica nel frattempo.

Cosa fare se un ragazzo perde un dente prima dell’età giusta?

Se l’età per impianti dentali non è ancora stata raggiunta, questo non significa lasciare lo spazio vuoto per anni. Esistono soluzioni temporanee che permettono al ragazzo di sorridere, masticare e parlare con serenità, in attesa del momento più adatto per l’impianto.

La prima cosa da fare, in caso di trauma, è rivolgersi subito al dentista. Se il dente è stato perso completamente, è importante recuperarlo, maneggiarlo dalla corona senza toccare la radice e portarlo in studio il prima possibile, conservato secondo le indicazioni ricevute al telefono. In alcuni casi, se si interviene in fretta, il dente può essere reinserito. Presso Io Sorrido le urgenze vengono gestite in giornata, proprio per non perdere tempo prezioso.

Quando il dente non può essere salvato, o quando manca fin dalla nascita, il dentista può proporre diverse soluzioni provvisorie, in base all’età e al caso:

  • una protesi provvisoria rimovibile, leggera e su misura;
  • un piccolo ponte provvisorio incollato ai denti vicini, quando indicato;
  • un mantenitore di spazio, che impedisce ai denti vicini di inclinarsi verso lo spazio vuoto;
  • un percorso ortodontico che prepari lo spazio in modo corretto per il futuro impianto.

È invece importante evitare le soluzioni improvvisate. Ogni tanto si vedono ragazzi che riempiono lo spazio con materiali acquistati online, finti denti fai da te o colle non adatte all’uso in bocca. Sono rimedi che possono irritare le gengive, danneggiare i denti vicini e complicare il trattamento definitivo. Anche lasciare lo spazio vuoto per lungo tempo, senza controlli, è sconsigliato: i denti vicini tendono a spostarsi e l’osso può ridursi.

Un altro aspetto da non sottovalutare, in attesa dell’età per impianti dentali, è quello emotivo. Per un adolescente la perdita di un dente, soprattutto davanti, può essere vissuta con imbarazzo. Una soluzione provvisoria ben realizzata aiuta a recuperare sicurezza nella vita di tutti i giorni, a scuola e con gli amici.

Quando la crescita è terminata e l’età per impianti dentali è stata raggiunta, il percorso può proseguire con la pianificazione dell’impianto vero e proprio, partendo da una situazione già preparata e protetta.

Si possono mettere impianti dentali dopo i 60 o i 70 anni?

È una delle domande più frequenti, e la risposta è rassicurante: sì, in molti casi si possono mettere impianti dentali anche in età avanzata. Gli impianti dentali anziani non sono un’eccezione, ma una possibilità concreta per molte persone che vogliono tornare a masticare e sorridere con tranquillità.

Molti pazienti over 60 o over 70 portano da anni una dentiera mobile che si muove durante i pasti, fa male o costringe a usare adesivi tutti i giorni. Altri hanno perso alcuni denti e masticano solo da un lato. In questi casi l’implantologia può migliorare molto la qualità della vita: mangiare con meno difficoltà, parlare con più sicurezza, non preoccuparsi che la protesi si sposti.

Quando si parla di età per impianti dentali negli anziani, il dentista non guarda gli anni ma alcuni aspetti precisi:

  • la quantità e la qualità dell’osso, che con il tempo e dopo la perdita dei denti tende a ridursi;
  • lo stato di salute generale e le eventuali malattie croniche;
  • i farmaci assunti abitualmente;
  • la capacità del paziente di mantenere una buona igiene orale.

Se l’osso non è sufficiente, non sempre è un ostacolo definitivo. In alcuni casi si possono valutare la rigenerazione ossea o il rialzo del seno mascellare. In altri, soprattutto quando mancano tutti i denti di un’arcata, si può valutare una riabilitazione su 4 o 6 impianti, che permette di fissare una protesi completa su pochi impianti. Quando le condizioni lo consentono, può essere considerato anche il carico immediato, con una protesi provvisoria fissa in tempi brevi.

Per i pazienti più anziani o più ansiosi è importante anche il comfort. Presso Io Sorrido sono disponibili la chirurgia computer guidata, che permette di pianificare l’intervento in modo digitale con la TAC 3D in sede, e la sedazione cosciente con protossido di azoto, per vivere la seduta con più tranquillità.

In sintesi, per gli impianti dentali anziani l’età per impianti dentali non è un limite in sé, e superare una certa soglia di anni non significa rinunciare a priori: conta il quadro complessivo, valutato con attenzione durante la visita.

Quali condizioni di salute contano più dell’età?

Abbiamo visto che l’età per impianti dentali, superata la crescita, non è il fattore decisivo. Ci sono invece alcune condizioni di salute che il dentista valuta con molta attenzione, perché possono influire sulla guarigione e sulla stabilità dell’impianto nel tempo. Per questo, durante la prima visita, l’anamnesi è così importante.

Tra gli aspetti più rilevanti ci sono:

  • diabete: se è ben controllato, nella maggior parte dei casi non impedisce l’implantologia, ma un diabete non compensato può rallentare la guarigione e aumentare il rischio di infezioni;
  • fumo: riduce l’afflusso di sangue alle gengive e all’osso, ostacola la guarigione e aumenta il rischio di problemi intorno all’impianto;
  • malattie delle gengive: una parodontite non trattata va curata prima di inserire un impianto;
  • farmaci per le ossa, come alcuni medicinali usati contro l’osteoporosi, che richiedono una valutazione attenta;
  • farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, che vanno gestiti in accordo con il medico curante;
  • terapie oncologiche o radioterapia nella zona della testa e del collo.

Nessuna di queste condizioni va affrontata con il fai da te. È sconsigliato sospendere un farmaco di propria iniziativa per “prepararsi” all’intervento: ogni modifica deve essere decisa insieme al medico curante e al dentista. Allo stesso modo, è importante dichiarare con sincerità tutte le malattie e i farmaci assunti, anche quelli che sembrano non c’entrare con la bocca.

Quando si valuta l’età per impianti dentali, quindi, il dentista guarda sempre anche a questi aspetti. Facciamo un esempio. Un paziente di 68 anni con diabete ben controllato, che non fuma e cura con costanza l’igiene orale, può affrontare un percorso implantare con buone prospettive. Un paziente più giovane che fuma molto e ha gengive infiammate, invece, potrebbe dover prima smettere di fumare e curare le gengive. Ancora una volta, l’età per impianti dentali passa in secondo piano rispetto allo stato di salute.

Presso Io Sorrido, il lavoro di squadra tra implantologia, igiene e parodontologia permette di preparare la bocca all’intervento, curando prima eventuali infiammazioni e accompagnando il paziente con un piano chiaro e condiviso.

Come si valuta se il paziente è pronto per l’impianto?

Capire se l’età per impianti dentali è quella giusta e se il paziente è pronto richiede un percorso di valutazione preciso. Non basta una rapida occhiata alla bocca: servono informazioni complete, esami adeguati e il tempo per spiegare al paziente ogni passaggio.

Presso Io Sorrido il percorso inizia con una telefonata, in cui lo staff raccoglie le prime informazioni e capisce le esigenze della persona. Segue l’accoglienza in studio con una consulente, che si occupa dell’anamnesi: malattie, farmaci, allergie, abitudini come il fumo e storia dentale.

Poi arriva la visita con il dentista. Nei casi di implantologia, il paziente può essere seguito direttamente dal Dott. Andrea Rosso, titolare e direttore sanitario, che monitora tutto il percorso e si avvale della collaborazione del Dott. Massimo Bellomo e degli altri colleghi esperti nelle varie discipline.

Durante la visita vengono valutati:

  • lo stato di denti, gengive e protesi già presenti;
  • la masticazione e la chiusura della bocca;
  • la quantità e la qualità dell’osso, grazie alla TAC 3D Cone Beam presente in studio;
  • la forma del viso e del sorriso, con lo scanner facciale e lo scanner intraorale.

Questi esami permettono di vedere l’osso in tre dimensioni, individuare la posizione dei nervi e del seno mascellare e progettare l’intervento al computer. In questo modo si può capire se l’impianto è possibile subito, se serve prima una rigenerazione ossea o se è meglio valutare un’alternativa.

Dopo lo studio del caso con il Dott. Rosso, che tiene conto anche dell’età per impianti dentali e della fase di vita del paziente, la consulente spiega il preventivo. Anche la spesa del trattamento dipende da molti fattori e può variare da paziente a paziente in base alla situazione singola: numero di impianti, tipo di protesi, eventuale rigenerazione e controlli necessari.

Il messaggio più importante è che l’età per impianti dentali non si decide da soli, magari dopo aver letto qualche opinione online. È una valutazione clinica, che solo il dentista può fare dopo aver visitato il paziente.

Come si pulisce un impianto dentale a ogni età?

Qualunque sia l’età per impianti dentali in cui si affronta il trattamento, c’è un aspetto che accomuna tutti i pazienti: un impianto dura nel tempo solo se viene pulito con costanza. Questo vale per il ragazzo che ha appena terminato la crescita come per la persona anziana con una riabilitazione completa.

Quando si parla di salute orale, come si pulisce un impianto dentale è una domanda fondamentale. La corona visibile sopra l’impianto va trattata come un dente naturale: ha bisogno della stessa cura quotidiana, se non di più. Le regole principali sono semplici e valgono a prescindere dall’età per impianti dentali in cui si è affrontato l’intervento:

  • spazzolare i denti almeno tre volte al giorno, soprattutto dopo i pasti principali, con uno spazzolino a setole morbide o elettrico, per non irritare le gengive;
  • usare ogni giorno il filo interdentale, per rimuovere residui di cibo e placca lungo il bordo gengivale;
  • usare lo scovolino dove gli spazi tra i denti sono più ampi;
  • prenotare con regolarità la seduta di igiene professionale, di solito ogni sei mesi o secondo le indicazioni del dentista.

Perché tanta attenzione? Se la placca si accumula intorno all’impianto, i batteri possono causare un’infiammazione chiamata perimplantite, che col tempo può far perdere stabilità all’impianto fino a comprometterlo. È quindi importante osservare la bocca e contattare il dentista se compaiono dolore, sanguinamento o gonfiore della gengiva intorno all’impianto.

Negli anziani, a volte, la pulizia può risultare più difficile per problemi di vista o di manualità. In questi casi l’igienista può consigliare strumenti più comodi, come spazzolini elettrici o scovolini con manico ergonomico, e coinvolgere un familiare nella cura quotidiana. È invece sconsigliato usare strumenti improvvisati, come stuzzicadenti metallici o oggetti appuntiti, e prima di utilizzare un nuovo strumento di pulizia è sempre meglio chiedere al dentista. Per chi vuole conoscere meglio il tema salute orale come si pulisce un impianto dentale, il team di igiene di Io Sorrido mostra direttamente in studio i gesti corretti da ripetere a casa.

Età per impianti dentali: cosa ricordare prima di decidere

L’età per impianti dentali non è un numero uguale per tutti. Esiste un limite minimo, legato alla fine della crescita delle ossa del viso, che nei ragazzi va valutato con attenzione per evitare problemi estetici e funzionali negli anni. Non esiste invece un vero limite massimo: anche gli impianti dentali anziani possono essere una soluzione concreta, se la salute generale, l’osso e le gengive lo permettono.

In questa guida abbiamo visto perché nei giovani bisogna aspettare, quali soluzioni provvisorie si possono usare nel frattempo, cosa conta davvero dopo i 60 o i 70 anni e quali condizioni di salute pesano più dell’età anagrafica. Abbiamo anche visto quanto sia importante una valutazione completa con esami adeguati e, dopo l’intervento, una igiene quotidiana costante per proteggere l’impianto nel tempo.

Presso Io Sorrido, a Borgoricco, ogni percorso implantare parte dall’ascolto del paziente e da una diagnosi accurata, con TAC 3D in sede, pianificazione digitale e un team multidisciplinare guidato dal Dott. Andrea Rosso. Per chi desidera capire se è il momento giusto per un impianto e quale percorso sia più adatto alla propria situazione, il team di Io Sorrido è disponibile ad accogliere ogni domanda con chiarezza ed empatia.

Leggi gli ultimi articoli
Condividi su:
WhatsApp
Facebook
Email
Chi Siamo

Impianto Dentale Dentista è il punto di riferimento per chi desidera approfondire il mondo dell’implantologia dentale. Dall’inserimento degli impianti ai materiali più innovativi, dai tempi di guarigione ai costi, il nostro obiettivo è fornirti informazioni chiare e dettagliate per aiutarti a prendere decisioni consapevoli sulla tua salute orale.